Il presidente della Repubblica a Napoli
Via la piaga dei traffici camorristici

NAPOLI

I rifiuti tossici provengono in grande parte dal Nord e di questo
deve essere consapevole l'opinione pubblica delle regioni del
Nord. Lo precisa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
intervenendo sul tema dei rifiuti nel corso di un suo discorso a
Napoli all'inaugurazione dell'aula universitaria dedicata al cronista
ucciso dalla camorra, Giancarlo Siani.

Napolitano sottolinea, come aveva fatto nei giorni scorsi, la
necessit di non far prevalere visioni localistiche: Non si tratta
della salute dei cittadini di questo o di quel quartiere o di questo e
di quel Comune, la salute la si difende estirpando la criminalit,
eliminando la piaga dei traffici camorristici, ripulendo le strade,
creando condizioni per un ordinato ciclo di smaltimento dei rifiuti.


Montagne di rifiuti sparite nel nulla

Pubblicato il rapporto "Ecomafia 2008" di Legambiente . Crescono i
reati ambientali in Italia: Campania e Calabria ai primi posti ROMA
Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di
2000 metri. Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo
dei rifiuti ed emerge la multifunzionalita del clan dei Casalesi,
capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti,
dall'agricoltura al racket degli animali. La Campania occupa
stabilmente il primo posto nella classifica dell'illegalit
ambientale, dove lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi si 
sommato alla catastrofica gestione commissariale di quelli
urbani. Segue al secondo posto la Calabria; in queste due regioni si
concentra il 30% degli illeciti registrati in tutta Italia. Al terzo
posto si trova la Puglia, seguita dal Lazio e dalla Sicilia.

La prima regione del Nord come numero di infrazioni  il Veneto, dove
si registra un balzo in avanti rispetto all'anno scorso, che conferma
lo spostamento verso nord del baricentro di questi traffici, non solo
come zona di procacciamento degli scarti industriali smaltiti
illegalmente nelle regioni centrali e meridionali d'Italia ma anche
come sito finale. Alla dimensione globale dell'ecomafia  dedicata
un'ampia sezione del Rapporto: dall'Italia escono rifiuti verso Hong
Kong, la Tunisia, il Pakistan, il Senegal, la Cina, ed entrano rifiuti
dalla Croazia, dalla Serbia, dall'Albania.

 la fotografi, con tanto di storie e numeri aggiornati sul malaffare
ambientale nell'annuale rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente. Il
problema rifiuti, come si poteva immaginare,  al primo posto nel
Rapporto che denuncia: Aumentano i reati, le persone denunciate, i
sequestri effettuati e i clan: nel 2007 tutti i numeri dell'illegalit
ambientale in Italia crescono in maniera preoccupante. Crescono in
particolare gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei
cicli del cemento e dei rifiuti.

Le ecomafie gestiscono nel nostro Paese una vero e proprio sistema
eco-criminale, estremamente flessibile e diversificato, al quale
dobbiamo contrapporne uno legale ed eco-sostenibile - commenta
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -. E
dobbiamo saperlo difendere con strumenti adeguati. Per questo, come
ogni anno, rilanciamo la proposta di introdurre i delitti contro
l'ambiente nel nostro Codice penale, per punire in maniera congrua chi
avvelena l'aria che respiriamo, inquina l'acqua, saccheggia il
territorio, minaccia la nostra salute, penalizza le imprese
pulite. Esistono gi proposte di legge ampiamente condivise e un
quadro di riferimento comunitario sostanzialmente definito. Servono la
volont politica e il tempo per farlo, due condizioni che ci auguriamo
siano soddisfatte in questa legislatura.

Un piccolo fatto positivo per nel rapporto di Legambiente si
registra: il fatturato dell'ecomafia indica un'inversione di tendenza:
diminuisce il giro d'affari relativo sia alla gestione illecita dei
rifiuti, sia all'abusivismo edilizio (meno 1,4 miliardi di euro nel
primo caso; circa 136 milioni di euro in meno per il mattone
illegale). Una contrazione attribuibile all'efficacia dell'attivit di
prevenzione e repressione messa in campo dalle forze dell'ordine, in
particolare dal comando tutela ambiente dei Carabinieri e dal Corpo
forestale.

Il 2007 detiene infatti il record di inchieste contro i trafficanti di
veleni, grazie all'applicazione dell'articolo 260 del Codice
dell'Ambiente, che introduce il delitto di organizzazione di traffico
illecito di rifiuti, sono 96 le indagini condotte nel 2007 e nei primi
due mesi del 2008 (ad oggi le inchieste sono 103). L'azione di
contrasto sviluppata grazie all'introduzione di questo reato  stata
davvero impressionante: dal gennaio 2002 al marzo 2008 sono state 600
le ordinanze di custodia cautelare emesse, 2.196 le persone
denunciate, 520 le aziende coinvolte.



Falsi sul web, occhio alle cartelle esattoriali

ROMA Prima quelle "pazze", poi quelle "mute": ora arrivano le cartelle
esattoriali false. Se n' accorta Equitalia che lancia l'allarme con
l'Agenzia delle Entrate: il falso corre sul web con trappole
informatiche che ingannano i contribuenti.

Fantomatici funzionari del fisco promettono falsi rimborsi o chiedono
il pagamento di tasse, insomma, I cyberpirati questa volta si sono
travestiti da esattori del Fisco. Da qualche giorno i truffatori della
rete hanno iniziato a far girare una e-mail che chiede il pagamento di
una fantomatica cartella esattoriale, con tanto di calcolo delle
sanzioni pecuniarie applicate.

LA TRAPPOLA - A segnalare l'ennesimo tentativo di phishing, ossia il
furto di informazioni sensibili, ai danni dei contribuenti 
Equitalia. Ma nel mare magnum di Internet le esche per carpire
coordinate bancarie, numeri di carta di credito e altri dati personali
degli utenti si susseguono con una velocit impressionante, dalle
catene di Sant'Antonio in versione digitale che promettono rimborsi
fasulli alle false richieste di sedicenti dipendenti dell'agenzia
delle Entrate.

L'ultimo campanello d'allarme suonato da Equitalia mette in guardia i
cittadini, invitandoli a diffidare di un messaggio proveniente
dall'indirizzo esattoria.romaest googlemail.com e firmato dalla
dottoressa Romina Rocchi, sedicente vice responsabile del Dipartimento
Esattoria. La lettera chiede il versamento di un saldo per il
pagamento oltre la scadenza di quella che, con un volo di fantasia,
viene definita "cartella unica delle tasse".

Pur con un apparente linguaggio burocratico - si legge in una nota
stampa diffusa da Equitalia nei giorni scorsi - la richiesta di
pagamento  sicuramente identificabile come tentativo di truffa, in
quanto non esiste il Dipartimento Esattoria, la denominazione cartella
esattoriale non  corretta e tanto meno esiste la cartella unica delle
tasse. Insomma, una trappola informatica a tutti gli effetti studiata
per ingannare gli ignari destinatari che, aprendo il file allegato,
hanno rischiato di infettare con un virus il disco rigido del loro pc.

Per evitare di cadere nel trabocchetto Equitalia ricorda che le
cartelle di riscossione non vengono mai inviate tramite e-mail e
invita a segnalare alle autorit di polizia competenti eventuali
tentativi di raggiro.

E-CATENE DI SANT'ANTONIO - Quello delle false cartelle di pagamento
spedite via mail da fonti non istituzionali  solo uno dei tanti
tentativi di frode messi a punto utilizzando termini, nomi o marchi
che richiamano, anche solo genericamente, gli uffici
dell'Amministrazione finanziaria dello Stato. Non sono rare le
segnalazioni di catene di Sant'Antonio in versione elettronica che
promettono facili guadagni o rimborsi fiscali usando come sigillo di
garanzia il nome e il cognome di un ignaro funzionario dell'agenzia
delle Entrate.

Le lettere sono spesso scritte su carta intestata con tanto di logo,
indirizzo, numeri di telefono e fax di un preciso ufficio locale e
possono chiedere le coordinate bancarie, il codice fiscale e gli
estremi della carta d'identit del malcapitato contribuente. Uno dei
messaggi tipo : Da recenti controlli nella nostra contabilit
risulta un credito a suo favore che potr comodamente ritirare tramite
assegno o bonifico bancario seguendo la procedura elettronica sul
nostro sito web. Un tentativo di raggiro che, cliccando sul link
indicato, porta all'esecuzione di un file potenzialmente dannoso per
il computer dell'utente.

IL RIMEDIO DEL CESTINO - Di fronte a questi specchietti per le
allodole l'agenzia delle Entrate consiglia un rimedio tanto semplice
quanto efficace: cestinare immediatamente qualsiasi comunicazione
elettronica relativa a indennizzi o cartelle di pagamento. Infatti,
la procedura seguita dagli uffici fiscali per l'erogazione dei
rimborsi in nessun caso prevede il ricorso ad avvisi telefonici o via
e-mail, ma solo alla posta tradizionale.

 questo l'unico strumento ufficiale con cui possono essere
eventualmente richieste le coordinate bancarie del contribuente, che
potr comunicarle presentandosi di persona a uno sportello locale
delle Entrate o accedendo al sito Internet www.agenziaentrate.gov.it
attraverso un sistema che offre margini di sicurezza assoluti.

ABBONAMENTI E NOTIFICHE - Un classico delle frodi vecchio stile, che
non si avvalgono dei potenti mezzi messi a disposizione dalla nuove
tecnologie, ma piuttosto delle arcinote tecniche del marketing porta a
porta,  quello di falsi funzionari delle Entrate che propongono
abbonamenti a riviste inesistenti o offrono prestazioni e consulenze
varie di carattere fiscale.

L'Agenzia ricorda che tutti i suoi prodotti editoriali sono gratuiti e
reperibili negli uffici dell'amministrazione finanziaria e di altri
enti pubblici. La versione digitale di queste pubblicazioni 
scaricabile gratuitamente dai siti istituzionali
www.agenziaentrate.gov.it e www.fiscooggi.it. Inoltre, nessun
dipendente  autorizzato a chiedere denaro ai contribuenti n al
telefono n di persona n in qualsiasi altro modo.

Vale infine la pena di ricordare che tutte le comunicazioni di
irregolarit sono inviate ai contribuenti per posta ordinaria senza
alcuna spesa a loro carico. Anche il servizio di notifica di cartelle
di pagamento, di atti di accertamento e di altri documenti
equivalenti, tramite messo notificatore o raccomandata postale, 
completamente gratuito.  opportuno quindi diffidare di persone che,
fingendosi addetti di corriere espresso, chiedono soldi per la
consegna a domicilio di falsi avvisi a nome delle Entrate.



Anoressia, la realt virtuale si prende cura di quella reale

VICENZA I terapeuti sbarcano su Second life, blog e Rete in generale
con l'obiettivo di offrire un sostegno o aiutare in un percorso di
cura gi avviato chi soffre di anoressia e di disturbi alimentari in
generale. Il problema sfiora ormai il 10% della popolazione giovanile:
un milione di ragazzi combattono ogni giorno con il cibo anche in
forme fortunatamente molto meno gravi.

Roberto Ostuzzi, presidente uscente dell'Ansisa, l'associazione
nazionale degli specialisti dell'alimentazione e presidente della
Fisdca (la societ italiana per lo studio dei disturbi del
comportamento alimentare), ha annunciato nel 10/o congresso nazionale
di avviare gi nei prossimi gironi i lavori per questa iniziativa
inedita.

L'idea  nata durante la sessione dei lavori, dalle osservazioni
offerte dal libro del giornalista Gian Luca Nicoletti, esperto di rete
che ha vissuto per sei mesi in Second life proprio per studiarne
regole e comportamenti.

Nella Rete la malattia diventa setta - ha spiegato - chiudere i siti
non serve, ma bisogna raggiungere questi ragazzi e parlare con il loro
linguaggio. Su Internet, infatti, vengono aperti siti proana (di
seguaci dell'anoressia, appunto pro anoressia) e promia (a favore
della bulimia), alimentati da esaltatori di queste patologie. Gi
alcune sperimentazioni a livello di iniziative personali da parte di
singoli terapeuti sono state avviate negli Usa. Il progetto italiano
riguarder invece l'intera rete.


Niente sicurezza senza rispetto degli immigrati

CITTA' DEL VATICANO 

Non si pu contrapporre l'esigenza di sicurezza al rispetto dei
diritti degli immigrati, mette in guardia il presidente della Cei. Il
cardinale Angelo Bagnasco fissa le priorit per la Chiesa italiana,
che difende la vita, la famiglia e la libert dei genitori di
scegliere quale istruzione dare ai figli. Inoltre il leader dei
vescovi respinge l'accusa di ingerenza ecclesiastica nella vita
politica: La nostra missione non attenta a nessuna laicit. E anzi
avverte: In Italia si mettono in crisi questi valori fondamentali e
il tessuto sociale si sfalda. La Chiesa italiana, da parte sua, bada
alla sostanza delle cose, ai principi e ai valori che derivano dalla
fede, proponendo nella sfera privata e in quella pubblica un
cristianesimo autentico e fortemente legato al messaggio evangelico
attraverso la liturgia, la preghiera, l'impegno solidaristico nella
societ.

Tagliando alla 194, scuola cattolica, quoziente familiare. Cosa si
aspetta la Chiesa dal governo Berlusconi e da questa legislatura?  La
difesa e la promozione della vita umana, la libert educativa e il
valore ineguagliabile della famiglia. Sono valori non di oggi, ma che
fanno parte della tradizione cristiana e della nostra cultura. Sono
per altro valori auspicabili in qualunque contesto politico e
legislativo .

